Sicurezza informatica, le piccole e medie imprese a rischio: solo il 15% ha approccio strategico


Il 44% delle realtà intervistate riconosce il rischio cyber ma solo il 15% ha un approccio strategico e la capacità di valutare il rischio cyber e mitigarlo

Le piccole e medie imprese italiane raggiungono un livello di consapevolezza in materia di sicurezza digitale di 52 su 100. Il 44% delle realtà intervistate riconosce il rischio cyber ma solo il 15% ha un approccio strategico e la capacità di valutare il rischio cyber e mitigarlo; il 56% è poco consapevole, con un 18% che si può definire principiante. Sono solo alcuni dei dati del Cyber Index PMI, l’indagine promossa da Confindustria e Generali con il contributo scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e la partnership istituzionale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

L’approccio

Il rapporto evidenzia come, seppur vi sia una crescente attenzione sulla materia, manchi un vero e proprio approccio strategico che preveda la definizione di investimenti e la formalizzazione di responsabilità da parte della popolazione aziendale italiana, con un punteggio medio di 54 su 100 (+ 2% vs. 2023). 




















































Si legge nel report: «Sebbene le leve di attuazione siano maggiormente sviluppate, con un valore di 57 su 100 (+1% vs. 2023) le PMI hanno difficoltà nello stabilire priorità, perché mancano le azioni di identificazione corrette che permettano di approcciare il tema in maniera più oculata e consapevole, con un punteggio medio di identificazione 45 su 100 (+ 2% vs. 2023)».

27 marzo 2025



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