SAS, navigare l’innovazione, governare la tecnologia


Gestire i rischi, garantire trasparenza e costruire fiducia nell’uso responsabile dell’AI

L’AI trasforma il business. Ma perché questa evoluzione sia guidata da conformità normativa, un utilizzo etico della tecnologia e risultati efficaci il governo dell’AI è fondamentale. Principi, politiche, processi e strumenti che regolino lo sviluppo, l’implementazione e l’uso dell’intelligenza artificiale in modo sicuro, etico, trasparente e conforme alle normative rappresentano una assicurazione irrinunciabile per una trasformazione digitale consapevole, favorendo privacy e compliance. Una responsabilità strategica prima che una questione tecnica.

La ricetta di SAS si concentra sulla gestione centralizzata dei dati, l’ottimizzazione del loro monitoraggio e della tracciabilità e la mitigazione di bias ed errori che garantiscono decisioni basate su dati affidabili. Un framework etico e responsabile focalizzato su equità, trasparenza e responsabilità che migliori le performance dei modelli e assicuri agli investimenti una reale aderenza alle esigenze operative. Temi questi emersi durante l’ultimo SAS Executive Event, a Milano, nel corso del quale in tre affollati panel si sono approfondite opportunità e sfide sollevate dall’AI dalle esperienze maturate da aziende leader nei rispettivi settori.

L’importanza di bilanciare innovazione, etica e regolamentazione è emersa in particolare nel corso della sessione finale dove si è discussa la necessità di dotarsi di un modello solido per l’AI. Un contesto per il quale SAS propone un framework strutturato in linea con l’AI Act europeo, la prima regolamentazione globale pensata per disciplinare l’intelligenza artificiale, capace di armonizzare progresso tecnologico e responsabilità.

Quattro pilastri

Il modello di governance proposto da SAS si basa su quattro pilastri essenziali. Anzitutto la necessità di una visione chiara e di ruoli di responsabilità ben definiti (oversight). Supportata da decisioni strategiche che coinvolgano la leadership aziendale, gli esperti di compliance e gli specialisti di cybersecurity. L’AI è troppo importante per essere lasciata nelle sole mani di tecnici e sviluppatori.

Il secondo è la Compliance. Con l’AI Act, l’Europa ha tracciato una classificazione dei sistemi per livello di rischio e l’obbligo per chi utilizza modelli ad alto impatto, di rispettare standard rigorosi. «Il rischio maggiore? Farsi trovare impreparati quando le normative diventeranno pienamente operative» osserva Vincenzo Savarese, Data & AI Engineer, Customer Advisor SAS.

Il terzo pilastro è la Culture, un campo dove si gioca una delle partite più importanti. Un’azienda che vuole davvero essere AI-driven deve diffondere una cultura dell’etica e della trasparenza a tutti i livelli. Perché un modello di machine learning può essere perfetto dal punto di vista tecnico, ma se discrimina, viola la privacy, genera risultati incontrollabili, diventa un boomerang.

Infine il pilastro operativo, Technology & Operations, il terreno in cui le idee diventano azione. In cui entra in gioco la capacità di monitorare, validare e migliorare continuamente i modelli AI, per garantirne efficacia e aderenza alle esigenze normative ed etiche.

Un’AI mal governata è un rischio esistenziale per le aziende. L’AI Act europeo con un approccio basato sul rischio, impone controlli serrati per le applicazioni più sensibili, vieta l’uso di sistemi per la manipolazione sociale e impone obblighi di trasparenza anche alle AI a più basso rischio. «Una svolta storica – commenta Davide Pecchia, Trustworthy AI Specialist Data Ethics Practice SAS. Le imprese che si adegueranno per tempo avranno un vantaggio competitivo enorme, mentre le altre potrebbero trovarsi a fronteggiare ostacoli insormontabili».

Di fronte a questa cesura SAS si propone come partner strategico per le aziende che vogliono navigare nel mare agitato della governance dell’AI. Il suo servizio di advisory gratuito permette alle imprese di valutare la propria maturità in materia e di comprendere quali passi compiere verso la conformità senza perdere competitività. «Molte aziende sono ancora disorientate di fronte alla complessità delle nuove regole» rileva Savarese.  «Il nostro servizio di advisory è pensato proprio per aiutarle a costruire una strategia chiara e pragmatica, che le metta al riparo dai rischi normativi e dia loro un vantaggio competitivo concreto».





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