Bari. Truffa aggravata per contributi a struttura ricettiva nel Salento: sequestrati beni per oltre 1,1 milioni di euro


Nella mattinata odierna, i Finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per oltre 1,1 milioni di euro, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il provvedimento colpisce una società e una persona fisica, ed è stato adottato nell’ambito di un’inchiesta su una presunta truffa aggravata ai danni dello Stato.

L’operazione coinvolge due imprenditori,  un commercialista e due società, attualmente indagate per i reati di truffa aggravata, autoriciclaggio e illecito amministrativo degli enti derivante da reato. Secondo le indagini preliminari, i soggetti avrebbero indebitamente ottenuto contributi pubblici destinati alla riqualificazione di una struttura ricettiva a quattro stelle nel Salento.

A seguito di questi accertamenti, le persone fisiche coinvolte sono state raggiunte dalla notifica di un invito a presentarsi per un interrogatorio preventivo, secondo le nuove disposizioni dell’articolo 291 del Codice di Procedura Penale, che garantisce maggiori tutele agli indagati nella fase di applicazione delle misure cautelari personali.

L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, ha avuto origine da uno stralcio di altre investigazioni su reati fallimentari. Gli inquirenti hanno individuato presunte irregolarità nel progetto “Aiuti alle medie imprese e consorzi PMI per programmi integrati di investimento PIA Turismo”, finanziato con fondi della Regione Puglia.

Le accuse mosse ai due imprenditori comprendono:

  • Dichiarazioni mendaci per attestare lavori mai eseguiti, con l’obiettivo di incassare una prima tranche di finanziamento pubblico pari a 1.132.305 euro;

  • Simulazione di pagamenti tramite assegni bancari scoperti e documentazione bancaria non autentica;

  • Costituzione fittizia di riserve patrimoniali per dimostrare l’apporto di mezzi propri richiesto dalla Regione;

  • False attestazioni sull’ultimazione dei lavori per ottenere ulteriori contributi pubblici.

L’amministratore della ditta appaltatrice è accusato di aver falsificato documentazione bancaria per rendicontare pagamenti mai effettuati, mentre il commercialista avrebbe facilitato l’ottenimento di un finanziamento bancario da 250.000 euro, utilizzato per simulare ulteriori pagamenti inesistenti.

Inoltre, una parte della somma ottenuta indebitamente (500.000 euro) sarebbe stata trasferita su un conto personale per l’acquisto di quote di fondi comuni di investimento e polizze vita, oltre che per finanziare un’altra società riconducibile agli indagati.

Nel corso delle operazioni, la Guardia di Finanza ha notificato la conclusione delle indagini preliminari nei confronti di sei persone (quattro imprenditori e due consulenti fiscali), accusate di bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento di quattro società facenti parte di un gruppo immobiliare barese. Le società coinvolte, tra cui quella beneficiaria dei fondi regionali, erano state ammesse a un concordato preventivo dal Tribunale Civile di Bari.

Gli indagati avrebbero:

  • Alterato i bilanci societari con l’iscrizione di crediti inesigibili e sovrastimato il valore degli immobili;

  • Evitato di registrare perdite patrimoniali, causando il dissesto delle imprese;

  • Omissamente versato tributi erariali per oltre 7 milioni di euro;

  • Distratto somme per circa 500.000 euro e favorito un creditore con un pagamento integrale di 250.000 euro per evitare la dichiarazione di fallimento.

L’inchiesta prosegue con l’obiettivo di accertare ulteriori responsabilità e il corretto utilizzo dei fondi pubblici destinati alla riqualificazione turistica in Puglia. Gli indagati potranno far valere le proprie ragioni nelle fasi successive del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

 



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