La transizione energetica è economicamente conveniente per le persone? Alla domanda risponde in parte lo studio “Il costo della transizione energetica per il consumatore finale“, a opera del centro studi Res (Ricerca sul sistema energetico), che analizza la dinamica dei costi legati alla trasformazione del sistema energetico, collegando proiezioni di prezzo dell’elettricità e del gas agli scenari di decarbonizzazione previsti fino al 2050. Il lavoro valuta i costi delle tecnologie, delle diverse componenti di cui si compone la bolletta energetica e fornisce una previsione sulla competitività delle alternative al gas per produrre elettricità.
In sostanza, nello studio viene confermato che la transizione energetica avrà un impatto significativo sulle bollette dei cittadini. La sostenibilità economica della transizione dipenderà dall’evoluzione delle politiche energetiche, dalla stabilità dei prezzi e dal supporto agli investimenti in tecnologie sostenibili. “Pianificare oggi le scelte energetiche può fare la differenza per contenere i costi e garantire una transizione equa e vantaggiosa per tutti”, sottolinea l’Rse.
L’evoluzione della bolletta energetica
Dopo aver analizzato le componenti che incidono sul prezzo dell’elettricità per le cittadine e i cittadini – materia prima, trasporto, distribuzione, misura, oneri di sistema e imposte -, l’analisi del Res proietta queste voci al 2030 e al 2050, basandosi sugli scenari del Pniec (Piano nazionale integrato energia e clima) e su ulteriori analisi compatibili con l’obiettivo di zero emissioni nette al 2050.
Le proiezioni indicano che, entro il 2030, i prezzi del gas e dell’elettricità aumenteranno rispetto alla media del periodo 2014-2019. Il gas, seppur in calo dopo il picco del 2022, difficilmente tornerà ai livelli pre-pandemia e subirà ulteriori aumenti a causa dell’introduzione del sistema Ets2 (Emission trading system) a partire dal 2027, quando per l’Ets2 verrà attivata la fase di mercato con la messa all’asta delle quote di emissione. Per l’elettricità, il prezzo medio nazionale al 2030 sarà più alto del 9% in termini reali – cioè in base all’inflazione, il livello dei prezzi, il cambio nel tasso d’interesse, ecc. – rispetto al periodo di riferimento (2014-2019), trainato dal costo del gas e dall’Ets.
Guardando al 2050, lo scenario cambia radicalmente. Con un sistema energetico basato prevalentemente su fonti rinnovabili e con un ruolo marginale delle centrali a gas, il prezzo medio nazionale dell’elettricità potrebbe scendere fino a 13 centesimi di euro per kWh: il 27% in meno rispetto al 2019.
Il riscaldamento residenziale e la sfida dell’elettrificazione
Un aspetto chiave dell’analisi riguarda la valutazione della convenienza economica dell’elettrificazione del riscaldamento domestico, con particolare attenzione alla diffusione delle pompe di calore rispetto alle caldaie a gas. Lo studio ha considerato diverse variabili: tipologia abitativa (casa monofamiliare o appartamento in condominio), epoca di costruzione (1960-1980 o 1990-2000), zona climatica in cui si vive e presenza di detrazioni fiscali.
I risultati mostrano che le pompe di calore – sistemi di riscaldamento e raffrescamento basati sull’elettricità – sono economicamente vantaggiose soprattutto nelle abitazioni con un alto fabbisogno termico, come le case monofamiliari costruite prima del 1980 in zone climatiche fredde. In questi casi, il maggiore investimento iniziale viene compensato da un risparmio più elevato durante la vita utile di questa tecnologia, rispetto alle caldaie a gas. Tuttavia, per garantire la convenienza su scala più ampia, sarà fondamentale il mantenimento degli incentivi fiscali in linea con quanto previsto nello studio: un gas sempre più costoso e un’elettricità in progressivo calo grazie alle tecnologie legate alla decarbonizzazione.
Copertina: Unsplash
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link