Sempre più femminile e a maggioranza under 35 il mondo delle imprese in Italia


L’imprenditoria al femminile in Italia cresce e gode anche di ottima salute. A dirlo sono i numeri presentati lo scorso 27 marzo durante l’evento digitale di Unioncamere e Il Sole24OreOpportunità e incentivi per l’impresa donna”, secondo cui le attività in mano a una donna sarebbero 1.307.000, rappresentando circa il 22,4% sul totale delle imprese a livello nazionale. La maggior parte delle imprese a conduzione femminile nel nostro Paese è attiva nel settore dei servizi ed è condotta da Under35 (il 10,3% contro al 7,7% delle altre imprese). Si tratta per lo più di ditte individuali ma rispetto a dieci anni fa risulta in crescita anche l’apertura.

Anche il settore immobiliare fa la sua parte, con una importante quota di titolari e legali rappresentanti donne di agenzie immobiliari associate a FIMAA Milano Lodi Monza e Brianza: 565 imprese al femminile su 2036 iscritte al 31 marzo 2025 sui tre territori rappresentati. Di queste, 64 sono gestite da giovani.

“Alle 565 imprenditrici a noi associate aggiungiamone 20 delle 70 imprese nuove iscritte a noi da inizio anno: di queste 4 appartengono al Gruppo Giovani” dichiara Beatrice Zanolini, Direttore di FIMAA MiLoMB “e come Associazione possiamo affermare che, in percentuale, le donne sono più attente alla formazione anche quando si tratta di corsi di aggiornamento molto tecnici, che le imprese femminili sono quelle più longeve e meno volubili, che le Associate sono più inclini alla collaborazione e più attente alla deontologia”.
Dati oggettivi in base agli elenchi dei partecipanti ai corsi, alle vertenze disciplinari che pervengono all’Associazione, alla raccolta delle consulenze con cui FIMAA MiLoMB si interfaccia ogni giorno con i propri iscritti. A questo si aggiungono aspetti positivi e vincenti per la professione di agente immobiliare.

“Ho iniziato la mia carriera nel settore immobiliare quasi vent’anni fa, appena laureata, entrando in un mondo tradizionalmente dominato dagli uomini – racconta Veronica D’Agosta, rappresentante del Gruppo Giovani FIMAA MiLoMB – Da subito ho scelto di trasformare il mio essere donna in un punto di forza, valorizzando qualità come l’empatia, l’ascolto attivo e la capacità di mediazione, fondamentali nelle trattative e nel rapporto con i clienti. E sono felice di vedere che sempre più donne si avvicinino a questa carriera, portando con sé competenza e valori condivisi. Nel corso degli anni ho avuto infatti il piacere di collaborare con professioniste preparate che con il loro impegno contribuiscono ogni giorno a rendere il lavoro più efficiente, puntuale e dinamico. Tuttavia – continua D’Agosta – il successo in questo campo non si può improvvisare: è indispensabile una preparazione solida e un costante aggiornamento per conquistare la fiducia anche dei più scettici e affermarsi con professionalità.”

Che in tale quadro la formazione sia di fondamentale importanza lo sottolinea anche Silvia Dainelli, altra rappresentante del Gruppo Giovani FIMAA MiLoMB. “Sicuramente essere donna e mamma in un ambiente prevalentemente maschile non è semplice ma con una buona gestione del tempo e, soprattutto, con una formazione professionale e un aggiornamento costanti è possibile ottenere ottimi risultati e grandi soddisfazioni – spiega Dainelli – Anche perché è davvero una professione molto sfidante e c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Ed è anche questo che mi ha portato ad appassionarmi tanto a quello che faccio.”

Sono diversi i progetti a livello europeo di sostegno all’imprenditoria femminile, per un doveroso riconoscimento di valore sul piano di crescita economica e sociale. Un esempio è rappresentato dal programma “WEgate”, una piattaforma pensata per supportare le imprenditrici tramite corsi di formazione e progetti di networking che rispondano alle esigenze vere e concrete di queste donne, oppure la Comunità europea delle “Business Angels donne e imprenditrici”, nata per aiutare ad accedere a forme di finanziamento alternative. I gap restano ancora tanti, troppi.

Il vicesegretario generale di Unioncamere, Tiziana Pompei, durante l’incontro del 27 marzo ha evidenziato come il tema del credito sia cruciale per il mondo imprenditoriale in generale e ancor più per quello femminile: poco più di una impresa femminile su 3 ricorre al finanziamento bancario (il 7,2% delle intervistate dichiara che il finanziamento richiesto non le sia stato concesso). Al contempo il mancato accesso al credito contribuisce a frenare lo sviluppo delle attività. Notevole la propensione del mondo femminile ad accedere a forme di incentivo, soprattutto in tema di nuovi investimenti, con il 27,3% delle intervistate che già ne abbia richiesti e il 18,9% intenzionato a chiederne (le percentuali salgono di pari passo al grado di istruzione delle imprenditrici e alle dimensioni dell’impresa). Solo il 9,7% delle imprese femminili in Italia dichiara di aver ottenuto accesso al Fondo Imprenditoria Femminile. I principali ostacoli agli incentivi? La burocrazia e i lunghi tempi di attesa fra richiesta ed esito. Più scarsa la propensione all’uso del mondo digitale rispetto alle imprese maschili: le imprenditrici fanno meno affidamento sulle ricerche online, affidandosi spesso a consulenti esterni. “Anche in quanto ad accesso a bandi e finanziamenti” – prosegue Zanolini – “grazie alla nostra appartenenza al Sistema Confcommercio, possiamo avvalerci di una Direzione dedicata e di esperti consulenti che ogni anno presentano pratiche inoltrate spesso da Associate che si lasciano guidare perché confidano nella Associazione e ne utilizzano i servizi con maggiore frequenza. Anche la fiducia nella nostra Organizzazione è una caratteristica che spesso spicca di più nelle donne”.

Sostenere le attività al femminile, sia agli albori che dopo i primi anni dall’apertura, è importante per riconoscere il giusto valore all’impegno e alla preparazione delle nostre donne imprenditrici.

“Essere una giovane donna e confrontarsi con un ambiente prevalentemente maschile, con una differenza d’età spesso importante, è stata sin da subito ed è tuttora una sfida – dichiara Virginia Bondoli, Consigliera FIMAA MiLoMB eletta anche all’interno del Direttivo del Gruppo Giovani Confcommercio MiLoMB – Però proprio in un contesto così difficile ho capito che desideravo, nel mio piccolo, fare la differenza. Provare ad essere all’altezza di un mondo in cui essere giovani molte volte viene equiparato all’essere inesperti, e dove essere donna spesso significa sentirsi dire frasi come ‘Voglio parlare con il suo responsabile’. Ecco, io non vedevo l’ora di rispondere: ‘Sì, sono io la responsabile!’. Da subito ho capito – aggiunge Bondoli – che per poter offrire alla mia clientela servizi attinenti e complementari che andassero oltre la compravendita e la locazione, ad esempio l’home staging – disciplina per la quale ho anche certificato le mie competenze grazie ad un corso CAPAC – avrei dovuto non solo ricominciare a studiare ma proseguire con una formazione costante. Momenti di confronto e networking come quello nel Gruppo Giovani Confcommercio MiLoMB mi hanno dato l’opportunità di conoscere e stabilire collaborazioni con professioniste di settori diversi, sempre capaci di fornirmi un altro punto di vista della situazione e con cui fin da subito sono entrata in sintonia, perchè ho scoperto che alla fine condividiamo tutte gli stessi ideali di trasparenza, correttezza e fiducia.”

In quanto al delicato e, purtroppo, ricorrente tema della violenza sulle donne – che non è necessariamente solo fisica, ma anche psicologica e spesso si riscontra in ambito lavorativo – rinviamo ad altro articolo l’esame di alcune ricorrenti situazioni, ma cogliamo l’occasione per informare che l’INPS ha pubblicato un interessante documento (clicca QUI per scaricarlo), la “Guida in otto passi per donne vittime di violenza”, che offre supporto in italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo.

di Sofia Gennaro, Segreteria FIMAA MiLoMB



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